Putin ha annunciato nel suo discorso odierno che la Russia interrompe la propria partecipazione all’accordo sugli armamenti strategici: non usciamo dall’accordo (SART), interrompiamo la nostra partecipazione.
La Russia deve assicurare che le armi nucleari proprie devono essere pronte, non le useremo per prime, ma per difenderci qualora venissero usate dagli stati uniti contro di noi, ha riferito Putin. Ma di cosa tratta questo accordo?
Il Trattato START III del 5 febbraio 2018 prevede le seguenti restrizioni:
700 missili balistici intercontinentali (ICBM) schierati, missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti con capacità nucleare schierati;
1.550 testate nucleari su ICBM dispiegati, SLBM dispiegati e bombardieri pesanti con capacità nucleare dispiegati (ciascuno di questi bombardieri pesanti conta come una testata sotto questo limite);
800 lanciatori schierati e non schierati di missili balistici intercontinentali, lanciatori di SLBM e bombardieri pesanti adattati per l’uso di armi nucleari.
Il trattato START III limita tutti gli ICBM schierati dalla Russia, inclusa ogni testata nucleare russa caricata su un ICBM che può raggiungere gli Stati Uniti in circa 30 minuti.
Limita anche il numero di missili Avangard e Sarmat, due dei nuovi tipi di armi nucleari russe a lungo raggio più disponibili dal punto di vista operativo che gli Stati Uniti possono raggiungere.
Secondo l’ultimo scambio di dati del 1° settembre 2020, la Federazione Russa ha dichiarato dispiegate 1.447 testate strategiche. La Federazione Russa ha la capacità di piazzare altre 100 testate sui suoi missili balistici intercontinentali e SLBM potenziati, così come sui bombardieri pesanti, ma START III non le consente, anzi non le consentiva, di farlo.
Ora le restrizioni sono state revocate. Si tratterà solo di quante portaerei ciascuna parte può preparare e quante testate possono essere caricate in ciascuna di esse : La potenza NUCLEARE della Russia è assolutamente maggiore di OLTRE MILLE TESTATE NUCLEARI.
, ha riferito Putin.
