Stamattina a Mesagne, nel Brindisino, una tettoia è crollata all’interno di un cantiere privatoed un operaio è morto sul posto. Un secondo lavoratore è stato trasportato in codice rosso all’ospedale in gravi condizioni.
Il Movimento Sociale esprime il proprio cordoglio alla famiglia dell’operaio scomparso e augura una pronta guarigione al ferito. Ma il cordoglio da solo non basta. Non è mai bastato.
Perché quello di Mesagne non è un incidente. È l’ennesimo omicidio di sistema; è il risultato prevedibile e previsto di un modello produttivo che tratta la sicurezza sul lavoro come un costo da comprimere e i lavoratori come variabili di produzione sostituibili. In questo Paese muore un lavoratore ogni otto ore da anni. Con la stessa cadenza, con le stesse dinamiche, con le stesse promesse di riforme che non arrivano mai. Il governo Meloni parla di sicurezza sul lavoro nei comunicati stampa. Nel frattempo le ispezioni nei cantieri sono insufficienti, le sanzioni sono irrisorie, la responsabilità penale degli imprenditori è quasi sempre elusa, e i subappalti a cascata rendono impossibile identificare chi risponde davvero di cosa.
Il Movimento Sociale lo chiede da sempre e lo chiede ancora oggi: responsabilità penale personale e certa per chi uccide risparmiando sulla sicurezza. Proponiamo la patente a punti per le imprese e chi accumula violazioni viene escluso dagli appalti pubblici. Potenziamento dell’Ispettorato del Lavoro con più ispettori e più risorse e stop ai subappalti selvaggi che diluiscono le responsabilità fino a renderle impunibili.
Siamo convinti che ogni lavoratore che esce di casa la mattina ha il diritto di tornarci la sera. Non è un privilegio ma un diritto costituzionale che questo Paese continua a violare ogni giorno.
Alla famiglia dell’operaio di Mesagne esprimiamo il nostro cordoglio: non siete soli.

captainpustizzi@gmail.com
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