Il segretario nazionale del Movimento Indipendenza, Gianni Alemanno, durante la prima Direzione Nazionale a Roma, 10 marzo 2024. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Il 24 giugno Gianni Alemanno sarà finalmente libero. Per il Movimento Sociale è una notizia sia politica che umana. È il ritorno sulla scena di un uomo che rappresenta una parte di quella destra sociale, identitaria e alternativa al sistema che anche noi vogliamo costruire; forse con qualche differenza con la nostra storia, ma con radici comuni che nessuna sentenza cancella.
Alemanno viene dal Movimento Sociale Italiano come noi. Ha militato nelle stesse sezioni, respirato la stessa aria, condiviso gli stessi valori fondanti identità nazionale, giustizia sociale, alternativa al sistema liberal-democratico. Quella formazione politica e umana non si dimentica. Non si cancella con gli anni, con le sconfitte, con le traversie giudiziarie.
Ha fondato Indipendenza. Percorso politico diverso dal nostro, ma ciò che ci unisce è più profondo di ciò che ci divide; e quello che ci unisce è la convinzione che questo Paese ha bisogno di una alternativa vera e non della finta opposizione del campo largo cosi come nemmeno della destra di governo che parla di sovranità e poi obbedisce a Washington.
L’opposizione dell’amministrazione penitenziaria alla sua scarcerazione definita dal suo avvocato “un puro dispetto ad personam” dice tutto su come certi ambienti dello Stato trattino chi non si allinea. Non è la prima volta e nemmeno sarà l’ultima purtroppo. Il sistema ha sempre trovato il modo di tenere fuori dai giochi chi lo disturba davvero con i processi, con i media, con le etichette infamanti. Alemanno lo sa cosi come lo sappiamo anche noi. Cosi come sappiamo che lui per questa sua opposizione ha pagato le conseguenze con la detenzione.
È stato assolto dalle accuse principali di associazione mafiosa e corruzione quelle che avrebbero davvero segnato una fine politica definitiva. Ha pagato per il resto con la libertà. Ha scontato la pena in condizioni che lo stesso Tribunale ha riconosciuto come inumane. Ora torna.
Il Movimento Sociale accoglie Alemanno con rispetto e con una proposta concreta. Non un abbraccio generico e settico, ma con un programma politico che crediamo possa trovare in lui un interlocutore naturale; siamo certi che il nostro programma potrebbe essere anche il suo, perché le idee che portiamo avanti non sono nuove per chi ha le nostre radici. Sono semmai le idee che non hanno mai trovato piena attuazione e che oggi, in un Paese in crisi profonda, sono più urgenti che mai.
Parliamo di sovranità nazionale considerando bene come la NATO non è altro che uno strumento di sudditanza americana, nonostante le tante belle parole raccontatci in occasione dell’appena trascorso due giugno, cosi come siamo fortemente critici nei confronti di questa Unione Europea che cancella le identità dei popoli, dentro una visione geopolitica che guarda al Mediterraneo, all’asse Euroasiatico, ai BRICS come interlocutori strategici. La Russia, lo ribadiamo, non è il nemico; è una Nazione Sorella con cui costruire la grande Europa dei Popoli dall’Atlantico al Pacifico.
Siamo per la giustizia sociale corporativa e per lo Stato come massimo arbitro dell’economia, per la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese, il ripristino dell’Articolo 18, il salario dignitoso come diritto e non come concessione. Il lavoro non è un costo è la dignità dell’uomo e il fondamento della comunità nazionale.
Siamo per la sovranità monetaria; l’Italia deve tornare a battere moneta, uscire dalla trappola dell’euro e dalla BCE, strumenti creati per impedire agli Stati di investire in se stessi. La Banca d’Italia deve tornare ad essere strumento dello Stato e non del mercato finanziario internazionale.
Siamo per l’identità nazionale la riscoperta delle radici storiche e culturali del Popolo italiano, la difesa della famiglia come nucleo fondante della società, politiche attive per la natalità, immigrazione selettiva e funzionale e non sostituzione etnica mascherata da integrazione.
Siamo per una riforma istituzionale corporativa e per la Repubblica semi-presidenziale con elezione diretta del Capo dello Stato, Parlamento espressione reale del corpo civile, democrazia di popolo con strumenti di partecipazione diretta. Lo Stato non è la proprietà dei partiti ma lo è di tutti i cittadini.
Siamo contro questa Europa dei banchieri e per una Grande Europa Politica federale, da Lisbona a Vladivostok, che sia una superpotenza del mondo e non una colonia economica degli Stati Uniti e una prigione burocratica per i suoi popoli.
Queste non sono idee nuove. Sono le idee che hanno mosso generazioni di militanti della nostra parte. Sono le idee che oggi nel 2026 ci portano oltre quella terza via e guardano a quella che può essere la quarta via ( o quarta teoria politica). Queste sono le idee che Gianni Alemanno conosce bene perché le ha respirate fin da giovane, come noi.
Il 24 giugno torna un uomo che ha pagato. Gianni torna in un’Italia peggiore di quella che ha lasciato, più povera, più subalterna, più divisa. Ma torna anche in un momento in cui c’è uno spazio politico enorme per chi ha il coraggio di occuparlo con idee vere, non con il populismo di chi agita le paure senza mai toccare le cause.
Il Movimento Sociale gli tende la mano e lo fa per convinzione, pronto a qualsiasi confronto ( che sappiamo già da ora sarà leale e trasparente); le differenze si discutono con lealtà nel confronto politico e non davanti ai cancelli di un carcere.
Bentornato, Gianni. Il campo è ancora aperto…
di Giovanni DeMarco
