In questi giorni il dibattito politico sull’immigrazione ha raggiunto livelli di ipocrisia che farebbero ridere se non ci fosse da piangere. Analizziamoli uno per uno solo per dimostrare, senza filtri, cosa la politica nostrana vorrebbe propore e discutere.
Meloni e FdI: gestori del problema, non risolutori. L’Italia è seconda in Europa per rimpatri forzati. Non. dicono però che il valore è soltanto numerico. Aumentano i rimpatri, ma il rapporto con i nuovi arrivi è disarmante, nonostante Procaccini esulti attaccando Vannacci: “C’è chi fa slogan e chi ottiene risultati.” Bravo Procaccini. Peccato che nel frattempo Confindustria continui a importare manodopera straniera a basso costo con la benedizione silenziosa dello stesso governo, e peccato che i salari italiani siano i più bassi d’Europa da trent’anni. E magari si dimentica che le guerre che producono profughi ( Libia, in Sudan, in Siria) siano state alimentate dall’Occidente atlantista di cui l’Italia fa parte a pieno titolo, basi comprese.
Fare rimpatri senza toccare le cause è come svuotare una vasca con un cucchiaio tenendo il rubinetto aperto. È gestione dell’emergenza travestita da politica. E un sovranismo che non mette in discussione il liberismo, quello che importa manodopera perché costa meno degli italiani, è un sovranismo di facciata. Una maschera e nente di piu.
Vannacci: il generale che si defila quando conta. 150.000 firme raccolte per la proposta di legge sulla remigrazione e Futuro Nazionale cosa fa? Si sfila. Non sostiene l’iter. Preferisce aspettare “di essere primo partito” per fare un decreto legge.
Traduzione: la remigrazione era uno spettacolo teatrale a 21 euro il biglietto ma quando arriva il momento di metterci la firma vera, quella che conta, quella parlamentare, Vannacci non c’è.
Noi lo avevamo detto mesi fa: Vannacci è la valvola di sfogo del sistema, non l’alternativa ad esso. Lo conferma lui stesso — deferendosi nel momento esatto in cui avrebbe dovuto dimostrare che le sue parole non erano solo parole.
Ah sia chiaro; a noi quel progetto di Re-migrazione non piace per nulla: il Movimento Sociale non è favorevole alla remigrazione. Non lo è mai stato e non perché vogliamo l’accoglienza indiscriminata, quella la lasciamo alla sinistra, ma perché deportare masse di persone viola il diritto internazionale, non risolve nessuna causa strutturale e non fa gli interessi degli italiani. Praticamente: la risposta sbagliata a un problema reale fa più danni della non-risposta.
La sinistra: lacrime di coccodrillo. Schlein piange i morti in mare, Fratoianni si indigna per i rimpatri e Conte invoca i diritti.
Praticamente gli stessi partiti che hanno firmato il Jobs Act , quello che ha abbassato i salari italiani rendendo conveniente assumere stranieri a basso costo, gli stessi che hanno sostenuto la destabilizzazione della Libia la principale rotta migratoria verso l’Italia gli stessi che hanno governato questo Paese per decenni costruendo le politiche migratorie che oggi criticano.
L’ipocrisia della sinistra sull’immigrazione non ha eguali nella storia politica italiana. Si oppongono ai rimpatri ma non propongono nulla di strutturale. Si indignano per le morti in mare ma non toccano le cause che le producono. Usano gli immigrati come strumento di consenso esattamente come la destra li usa come capro espiatorio.
Confindustria: il grande assente nel dibattito. Nessuno però, ne destra, ne sinistra, e nemmeno centro ha il coraggio di nominare il vero responsabile strutturale di questo sistema. Confindustria e le associazioni di categoria hanno costruito per decenni il proprio modello produttivo sull’abbondanza di manodopera straniera a basso costo. Hanno combattuto ogni aumento salariale cosi come hanno combattuto l’Articolo 18 e combattono il salario minimo. Hanno tenuto bassi i salari di tutti, italiani e stranieri, usando gli uni contro gli altri.
Finché Confindustria non viene messa all’angolo su questo, finché non si introduce il salario minimo legale, finché non si ripristina l’Articolo 18, finché non si rende il lavoro italiano non sostituibile con manodopera importata a basso costo qualsiasi politica migratoria è cosmesi.
Noi: lo diciamo chiaro
Il Movimento Sociale non è la remigrazione. Non è l’accoglienza indiscriminata. È qualcosa che in Italia non esiste e che nessuno ha il coraggio di proporre davvero.
La nostra proposta: Immigrazione selettiva e governata. Salario minimo e Articolo 18 per rendere conveniente assumere italiani. Politica estera autonoma che smetta di alimentare le guerre che producono profughi. Cooperazione mediterranea reale che costruisca futuro dove il futuro manca. Critica netta a Confindustria che importa disperazione per fare profitto.
È la terza via; quella difficile. Quella che non si vende in un comizio e non si costruisce su un barcone. Quella che richiede coerenza, coraggio e la disponibilità a fare nemici veri non i nemici di carta della destra e della sinistra del sistema.

Condivido la critica all’ipocrisia della politica, sia di destra sia di sinistra, perché entrambe hanno contribuito a creare l’attuale situazione, favorendo un modello che ha sfruttato la manodopera straniera a basso costo a discapito dei lavoratori italiani.
Dove non concordo con l’articolo è sulla proposta di un’immigrazione selettiva. A mio avviso, l’Italia deve prima risolvere i propri problemi economici, sociali e occupazionali, tutelando il lavoro e la sicurezza dei cittadini, prima di pensare a nuovi ingressi.
Sono favorevole a contrastare l’immigrazione clandestina e al rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere in Italia. Chi sceglie di vivere nel nostro Paese deve rispettarne le leggi, la Costituzione e i valori, senza pretendere che sia l’Italia ad adattarsi.
Condivido inoltre la critica alla contraddizione evidenziata su Vannacci: se una proposta politica viene presentata come prioritaria, dovrebbe essere sostenuta con coerenza anche nelle sedi istituzionali.
In conclusione, condivido la denuncia dell’ipocrisia della politica, ma ritengo che la soluzione non sia una diversa gestione dell’immigrazione, bensì fermare l’immigrazione irregolare, applicare le leggi e rimettere ordine nel nostro Paese, tutelando prima di tutto gli italiani.
Dr.ssa Manuela Radicioni
Condivido la critica all’ipocrisia della politica, sia di destra sia di sinistra, perché entrambe hanno contribuito a creare l’attuale situazione, favorendo un modello che ha sfruttato la manodopera straniera a basso costo a discapito dei lavoratori italiani.
Dove non concordo con l’articolo è sulla proposta di un’immigrazione selettiva. A mio avviso, l’Italia deve prima risolvere i propri problemi economici, sociali e occupazionali, tutelando il lavoro e la sicurezza dei cittadini, prima di pensare a nuovi ingressi.
Sono favorevole a contrastare l’immigrazione clandestina e al rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere in Italia. Chi sceglie di vivere nel nostro Paese deve rispettarne le leggi, la Costituzione e i valori, senza pretendere che sia l’Italia ad adattarsi.
Condivido inoltre la critica alla contraddizione evidenziata su Vannacci: se una proposta politica viene presentata come prioritaria, dovrebbe essere sostenuta con coerenza anche nelle sedi istituzionali.
In conclusione, condivido la denuncia dell’ipocrisia della politica, ma ritengo che la soluzione non sia una diversa gestione dell’immigrazione, bensì fermare l’immigrazione irregolare, applicare le leggi e rimettere ordine nel nostro Paese, tutelando prima di tutto gli italiani.
Dr.ssa Manuela Radicioni