Oggi arriva in commissione Affari Costituzionali della Camera il nuovo testo del centrodestra sulla riforma elettorale, il cosiddetto “Bignami bis” — con l’obiettivo di portarlo in Aula il 26 giugno e approvarlo entro luglio ( qualcuno sente già odore di scioglimento delle camere ed elezioni anticipate).
Il Movimento Sociale lo legge senza filtri: questa non è una riforma per i cittadini. È una riforma per chi governa.
Infatti questa riforma prevede un sistema proporzionale con premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, che scatta se una coalizione supera il 42% dei voti validi a livello nazionale. Verranno soppressi i collegi uninominali sul territorio nazionale quindi verrà meno quell’unico residuo di collegamento diretto tra eletto ed elettore e le liste saranno bloccate; niente preferenza quindi.
Traduzione per chi non ama il gergo parlamentare: i cittadini non scelgono i propri rappresentanti. Li scelgono i segretari di partito. Le liste sono bloccate, voti il simbolo e ti becchi chi ha deciso il capo ( o la capa). E se la coalizione giusta prende il 42%, si porta a casa un bonus di 105 seggi tra Camera e Senato. Un bonus che nessun elettore ha votato, che scatta per legge, come premio alla coalizione dominante.
Il promotore della raccolta firme Roberto Zaccaria ha già definito il premio di maggioranza “abnorme” e la riforma “in chiaro contrasto con la Costituzione.”
Non è un’opinione di parte è una valutazione tecnica condivisa da costituzionalisti di ogni orientamento.
Il Movimento Sociale va oltre la critica tecnica e fa quella politica. Questa riforma serve a consolidare il bipartitismo di fatto che già esiste, centrodestra contro campo largo, rendendo strutturalmente impossibile l’emergere di forze politiche alternative cosi come impossibile sarà. Il dialogo interno ai partiti. Soglia al 3%, liste bloccate, premio alla coalizione dominante: è un sistema progettato per chi già c’è, non per chi vuole entrarci.
L’opposizione alza il muro: Ciriani risponde con il proporzionale puro, il PD e AVS insorgono. Ma anche l’opposizione non ci convince perché il sistema attuale, il Rosatellum, non è certo più democratico. Stiamo assistendo a una lite tra chi vuole blindare il sistema in un modo e chi vuole blindarlo in un altro. I cittadini restano fuori da entrambe le ipotesi.
Il Movimento Sociale chiede qualcosa di radicalmente diverso: una legge elettorale che restituisca sovranità agli elettori. Preferenze reali, collegi uninominali veri, soglie di accesso ragionevoli, nessun premio che trasformi una minoranza relativa in una maggioranza artificiale. Una democrazia di popolo, come scriviamo nel nostro programma, non si costruisce con i premi di governabilità ma con il voto libero e il mandato diretto, oltre che con la rappresentanza reale dei corpi sociali tutti. Ma lo sappiamo la democrazia corporativa fa paura a chi pensa al potere ed ad obbedire ai diktat esteri.
Questa riforma va respinta.
Non perché avvantaggi qualcuno in particolare ma perché è l’ennesima dimostrazione che il sistema si riforma sempre e solo per perpetuare se stesso.
GD
