Altro regalo di natale del governo da parte del governo a vantaggio dei tifosi della privatizzazione della sanità pubblica; e tutto ciò mentre ad Atreju va avanti il baccanale.
Tra le pieghe della finanziaria (sarebbe meglio dire piaghe), le farmacie diventano presidi di servizio sanitario nazionale. Addio rimasuglio dello stato sociale nonostante i Tg ancora non lo dicono; ma basta cercare in rete e si trovano solo conferme.
Altro regalo di natale del governo da parte del governo a vantaggio dei tifosi della privatizzazione della sanità pubblica; e tutto ciò mentre ad Atreju va avanti il baccanale.
Tra le pieghe della finanziaria (sarebbe meglio dire piaghe), le farmacie diventano presidi di servizio sanitario nazionale. Addio rimasuglio dello stato sociale nonostante i Tg ancora non lo dicono; ma basta cercare in rete e si trovano solo conferme.
Detta così, sembrerebbe pure una buona notizia, ma, attenti ai dettagli:
Molti servizi, pertanto, saranno scalati dagli ospedali e dagli ambulatori, alle farmacie: test e Diagnostica come Esecuzione di tamponi, test rapidi, ECG, autoanalisi (es. colesterolo), vaccinazioni, Telemedicina, Teleconsulti e telemonitoraggio, grazie a spazi dedicati e tecnologia, Servizi Amministrativi come la scelta e revoca del medico di base, Consulenza e Prevenzione per il Supporto nella gestione delle malattie croniche e aderenza terapeutica. Ecco tutti i servizi che saranno a capo delle farmacie adesso.
Prima valutazione: il personale delle farmacie, seppur valido, non è personale medico, quindi ci sarà una diminuzione di qualità, che sta nelle logiche di professione; per questa via, si smantella ulteriormente l’apparato sanitario pubblico, che per quanto carente, è sempre un apparato fondamentale.
Ma l’imbroglio sta alla fine: mentre si sta preparando una gittata di soldi per la corrotta classe politica ucraina, sapete quante risorse sono destinate e questo decentramento di salute? Udite udite, 50 milioni di euro. Cioè a dire, la somma basterà forse, appena, per la prima settimana della legge. Dopo, sarà il cittadino a dover mettere le mani in tasca, per tutti i controlli e operazioni che dovrà fare.
Il governo continua con l’agenda Draghi e segue questa via che porta sempre piu alla privatizzazione della sanità. E giusto per citare Draghi: se paghi (forse) vivi, se no, muori.
Detta così, sembrerebbe pure una buona notizia, ma, attenti ai dettagli:
Molti servizi, pertanto, saranno scalati dagli ospedali e dagli ambulatori, alle farmacie: test e Diagnostica come Esecuzione di tamponi, test rapidi, ECG, autoanalisi (es. colesterolo), vaccinazioni, Telemedicina, Teleconsulti e telemonitoraggio, grazie a spazi dedicati e tecnologia, Servizi Amministrativi come la scelta e revoca del medico di base, Consulenza e Prevenzione per il Supporto nella gestione delle malattie croniche e aderenza terapeutica. Ecco tutti i servizi che saranno a capo delle farmacie adesso.
Prima valutazione: il personale delle farmacie, seppur valido, non è personale medico, quindi ci sarà una diminuzione di qualità, che sta nelle logiche di professione; per questa via, si smantella ulteriormente l’apparato sanitario pubblico, che per quanto carente, è sempre un apparato fondamentale.
Ma l’imbroglio sta alla fine: mentre si sta preparando una gittata di soldi per la corrotta classe politica ucraina, sapete quante risorse sono destinate e questo decentramento di salute? Udite udite, 50 milioni di euro. Cioè a dire, la somma basterà forse, appena, per la prima settimana della legge. Dopo, sarà il cittadino a dover mettere le mani in tasca, per tutti i controlli e operazioni che dovrà fare.
Il governo continua con l’agenda Draghi e segue questa via che porta sempre piu alla privatizzazione della sanità. E giusto per citare Draghi: se paghi (forse) vivi, se no, muori.
