Al fine di valutare le conseguenze del conflitto in Ucraina, è essenziale una diagnosi geopolitica clinica preventiva prima di proporre soluzioni. Quali sono gli obiettivi geopolitici in competizione tra le grandi potenze che dominano questa grande crisi?
Come sappiamo il conflitto tra Russia e Ucraina va oltre il conflitto territoriale in Europa e deve essere interpretato su scala globale infatti costituisce un passo importante nella rivalitĂ geopolitica tra Stati Uniti e Russia per l’ordine geopolitico europeo, ma anche indirettamente con la Cina per la gerarchia di potere globale. Inoltre, questo conflitto è il catalizzatore per la mutazione della configurazione geopolitica globale, cioè per il cambiamento dell’ordine spaziale, perchĂŠ ogni sistema internazionale è prima di tutto un ordine spaziale. La nuova distribuzione degli spazi geopolitici alla fine del conflitto determinerĂ la nuova gerarchia dei poteri.
Sicuramente possiamo affermare che gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO stanno ora conducendo una guerra per procura contro la Russia fornendo sostegno militare all’Ucraina, ma il conflitto geopolitico tra gli Stati Uniti e il suo strumento, la NATO, contro la Russia risale almeno alla fine dell’URSS.
A breve termine, e su scala europea, questo conflitto è una conseguenza del cambio di regime avvenuto a Kiev nel 2014, avviato dagli Stati Uniti nell’ambito del tentativo di riorientare l’Ucraina verso lo spazio euro-atlantico al fine di indebolire definitivamente la Russia. e prolungare l’egemonia degli Stati Uniti sugli Stati membri europei della NATO e sull’Unione Europea.
A lungo termine gli Stati Uniti hanno cercato di respingere la Russia nei suoi territori continentali dopo la disgregazione dell’URSS nel 1991 e di stabilire una cintura di stati su una fascia costiera che circonda il continente eurasiatico (il “Rimland” secondo Spykman). In questo modo, gli Stati Uniti cercano di soffocare lo spazio vitale della Russia al fine di imporre la propria espansione attraverso l’allargamento della NATO (Mappa 1: Strategia geopolitica degli Stati Uniti contro la Russia nel crescente contesto multipolare).
Il progetto di una NATO senza limiti definito anche principio della “porta aperta” e della “scelta delle alleanze era un progetto degli Stati Uniti, a scapito del principio della “sicurezza indivisibile” in Europa e mirava alla frammentazione del mondo russo ed europeo. Secondo questa visione, la NATO doveva rimanere l’unico pilastro dell’architettura di sicurezza europea secondo la visione esclusivamente euro-atlantista e in sinergia con la supremazia degli Stati Uniti in Europa e la sua visione del mondo unipolare su scala globale. (Cartina 2 Conflitto in Ucraina: conseguenze dell’allargamento della NATO).
Naturalmente, questa strategia ha finito per provocare una reazione geopolitica da parte della Russia. Al centro di questa crisi c’è l’asimmetria geopolitica indotta geograficamente tra Russia e Stati Uniti. Ă chiaro che gli Stati Uniti non accetterebbero l’installazione di basi militari russe ai loro confini o un’espansione della CSTO in Canada o in Messico. La dottrina del quasi straniero proposta dalla Russia deve essere vista alla luce della Dottrina Monroe difesa dagli Stati Uniti nel XIX secolo, al fine di preservare uno spazio di sicurezza e una tregua geopolitica.
La Russia ha reagito attraverso un’operazione militare speciale in Ucraina per contenere il continuo allargamento della NATO e impedire la progressiva occidentalizzazione dell’Ucraina, diventando cosĂŹ una minaccia ai confini della Russia e considerata un casus belli. L’obiettivo geostrategico è anche quello di mettere in sicurezza il Mar d’Azov e raggiungere una continuitĂ territoriale formata dalle regioni unite alla Russia per mettere in sicurezza la Crimea. Infine, si tratta anche di proteggere i cittadini russofoni che hanno scelto di riunificarsi con la Russia durante il referendum del settembre 2022 (Mappa 3 â Conflitto in Ucraina: la strategia della Russia per contenere l’accerchiamento della NATO e garantire l’accesso al Mar Nero).
Se guardiamo allo sviluppo delle crisi in base alla loro durata piĂš lunga, la Russia, attraverso successive operazioni militari (Georgia 2008, Siria 2015, Ucraina 2014, 2022) o operazioni di imposizione della pace (Nagorno-Karabakh 2021), ha cercato di allentare la presa dell’accerchiamento del Rimland da parte della NATO, che è stato ampliato dai successivi allargamenti della NATO dalla fine della Guerra Fredda. Al di lĂ di queste considerazioni geostrategiche, la visione strategica della Russia dipende dal suo posizionamento geopolitico nel mondo. GiĂ nel 2007, alla conferenza di Monaco Vladimir Putin annunciò che la Russia avrebbe d’ora in poi sfidato l’ordine unipolare americano a favore di un nuovo mondo multipolare.
Questo nuovo cambiamento geopolitico non è privo di difficoltĂ , poichĂŠ gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO cercano di trasformare l’Ucraina in un nuovo Afghanistan per la Russia. La gravitĂ dei combattimenti tra l’esercito ucraino e quello russo è soprattutto una conseguenza degli aiuti militari forniti da tutti i paesi della NATO, guidati dagli Stati Uniti, all’Ucraina dal 2014. Gli Stati Uniti fanno il seguente calcolo: aizzando l’Europa la parte europea della NATO contro la Russia, delegano questo fronte europeo alla NATO, con risorse europee, pur mantenendo il loro ruolo di guida, cosi che gli stati uniti possono concentrare piĂš energie sul fronte asiatico (il bacino indo-pacifico) contro la Cina .
Un conflitto per soggiogare gli europei
Questa mossa degli Stati Uniti e dei suoi stretti alleati europei ha anche lo scopo di silurare un riavvicinamento tra i pesi massimi dell’Unione europea Germania, Francia, Italia e Russia, e dare alla NATO un nuovo ruolo. Infatti, secondo la visione strategica degli Stati Uniti, la Russia deve rimanere il nemico designato del sistema euro-atlantico. Va anche ricordato che la Russia non può diventare un alleato dell’Occidente atlantista contro la Cina, perchĂŠ se la Russia non fosse piĂš considerata l’avversario, la strategia europea del Rimland sarebbe inoperante e la NATO non sarebbe piĂš in grado di svolgere il suo ruolo di strumento di controllo degli europei a vantaggio degli Stati Uniti. In questa configurazione, gli Stati Uniti non eserciterebbero piĂš la loro supremazia in Europa, e un asse Parigi-Berlino-Mosca, il cuore dell’Europa dall’Atlantico al Pacifico, metterebbe probabilmente a repentaglio le relazioni Washington-Londra-Varsavia-Bruxelles (asse NATO/UE). NĂŠ si tratta di una Russia, perno della strategia della Grande Eurasia e pilastro della modalitĂ multipolare, che si sottometta al sistema euro-atlantico (NATO/UE) o apra un fronte contro la Cina.
Tuttavia, la crescente frammentazione geopolitica dell’Europa non avvantaggia gli europei, poichĂŠ tutti gli Stati del continente eurasiatico fanno parte del vecchio mondo con radici e legami molto antichi. La Russia non può essere separata dal resto dell’Europa, non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista della civiltĂ e della cultura. La Russia ha sempre fatto parte del concerto delle nazioni europee in passato e lo sarĂ in futuro.
Gli Stati Uniti e i loro stretti alleati cercano di frammentare questa realtĂ geografica e storica per perseguire il loro sogno egemonico e preservare i vantaggi associati di potere e prosperitĂ . Ecco perchĂŠ gli Stati Uniti non vogliono un’architettura di sicurezza europea, come propone la Francia, e un sistema internazionale equilibrato, ma cercano di rimanere il centro e il riferimento esclusivo del sistema europeo e internazionale. Non c’è un’alleanza possibile su un piano di paritĂ con gli Stati Uniti, solo un allineamento sempre crescente.
Quali sono le conseguenze della crisi?
Innanzitutto, va notato che la Russia non lascerĂ i territori che sono stati riuniti alla Russia a seguito dei referendum del settembre 2022. Il risultato del conflitto è quindi almeno una spartizione territoriale dell’Ucraina. L’alternativa è una guerra totale tra Ucraina e Russia con un’esplicita cobelligeranza da parte degli Stati della NATO (questa cobelligeranza oggi è implicita perchĂŠ non è dichiarata da entrambe le parti ma esiste giĂ de facto).
Le sanzioni contro la Russia sono seguite solo dagli Stati membri della NATO e dall’UE, mentre gli Stati eurasiatici, africani e sudamericani si rifiutano di allinearsi. Stiamo cosĂŹ assistendo all’emergere di una globalizzazione alternativa all’Occidente dominata dagli Stati Uniti, che conferma l’accelerazione dell’emergere del mondo multipolare con la crisi in Ucraina. Solo l’UE sta rafforzando il suo vassallaggio nei confronti degli Stati Uniti (cartina 4 â l’emergere di una globalizzazione alternativa). Anche il rafforzamento della SCO lo conferma e dimostra che questa organizzazione non è anti-NATO ma compete con l’ONU, che è bloccata . Ă probabile che la Russia continui il suo perno verso la grande Eurasia e si allontani sempre di piĂš dalla globalizzazione occidentale, che non le darĂ mai un posto come polo geopolitico sovrano. Nel nuovo spazio-tempo mondiale fluido e multicentrico, questo processo sarĂ accompagnato dall’emergere informale del Sud del mondo e dal progetto della Via della Seta cinese, in competizione geopolitica con il progetto del Grande Occidente sotto il dominio degli Stati Uniti. La sfida è impedire che questi progetti rivali portino a conflitti incontrollati, attraverso la dottrina dell’equilibrio di potere, mentre il mondo è in perpetuo cambiamento geopolitico.
Lo scenario di congelare semplicemente il conflitto in Ucraina, o mantenerlo come un conflitto di lunga durata e a bassa intensitĂ , è preferibile a un’escalation senza restrizioni, ma non sarebbe piĂš utile per la stabilizzazione del continente europeo ed eurasiatico.
Una nuova Guerra Fredda non giova nĂŠ alla Francia nĂŠ alla Germania. La cobelligeranza degli Stati europei non fa che rafforzare l’escalation militare, poichĂŠ Mosca non rinuncerĂ agli obiettivi della sua operazione militare speciale e le sanzioni inefficaci distruggono l’economia europea.
Pertanto, l’errore principale dei governi francese e tedesco ed europeo in genere è stato quello di non stabilire una posizione geopolitica indipendente nei confronti degli Stati Uniti e, peggio ancora, di agire solo nel quadro delle prioritĂ americane. Oltre a Kiev, Parigi e Berlino hanno utilizzato gli accordi di Minsk solo per guadagnare tempo e rafforzare l’esercito ucraino e non li hanno attuati. Senza una presa di posizione indipendente dalle capitali europee, Mosca favorirĂ i negoziati con Washington per una via d’uscita dalla crisi in Ucraina, ma anche per stabilire le regole esplicite o implicite della nuova configurazione geopolitica. Va ricordato che Mosca si è rivolta a Washington nel dicembre 2021 come prioritĂ e non alla Francia, alla Germania o all’UE per negoziare una nuova architettura di sicurezza europea.
Una nuova architettura di sicurezza
Pertanto, è probabile che la via d’uscita dalla crisi in Ucraina sarĂ principalmente il risultato dei negoziati tra Stati Uniti e Russia. Tuttavia, sarebbe meglio che gli Stati europei negoziassero le proprie prioritĂ geopolitiche in modo indipendente, in modo da poter influenzare il processo di fine della crisi e non rimanere una periferia dell’area euro-atlantica dominata dagli Stati Uniti. Un piccolo gruppo di Stati che portano lo slancio della Francia, con almeno Francia, Germania, Austria, Italia e Ungheria, potrebbe realizzare questa ambizione perchĂŠ l’Unione Europea è allineata con le prioritĂ della NATO. Rifiutando il mondo multipolare, l’Unione europea segue di fatto il progetto degli Stati Uniti di farsi nemici la Russia e la Cina e di rimanere un sottoinsieme subordinato dell’area euro-atlantica, cioè una periferia geopolitica ma destabilizzata. Tuttavia, anche con un congelamento degli scontri militari, la rivalitĂ geopolitica continuerĂ sotto forma di guerra economica e di guerra di civiltĂ .
PoichĂŠ ciò che è in gioco è l’ordine spaziale e la gerarchia del potere, il rischio di un conflitto globale è particolarmente alto, poichĂŠ nella storia ogni cambiamento nell’ordine spaziale è stato spesso realizzato in modo violento, attraverso la guerra. A un certo punto, però, ci si può aspettare un congelamento dei combattimenti, che è necessariamente una situazione precaria, grazie a un’iniziativa diplomatica. Ecco perchĂŠ una proposta di un gruppo di Stati per promuovere la diplomazia sarebbe del tutto inutile, anche se i combattimenti continuano, in quanto sarebbe un tentativo di evitare lo scenario peggiore e prepararsi per il periodo post-conflitto.
Mappa 1

Mappa 2

Mappa 3

Mappa 4

Mapa 5

