Marghera in fumo due volte. Il sindaco Venturini risponda ai cittadini
Giovedì scorso un incendio è divampato tra i rottami metallici del terminal Multiservice di Porto Marghera in via dei Sali. I vigili del fuoco lo hanno dichiarato concluso alle 19. Venerdì 31 luglio alle 18 le fiamme sono riesplose con intensitĂ superiore al rogo precedente tanto che una colonna di fumo nero alta e compatta era visibile dal Lido fino a Mirano con odore di bruciato che ha raggiunto Mestre e l’hinterland veneziano.
La nube densa ha tenuto col fiato sospeso interi quartieri e le operazioni di bonifica sono andate avanti nella notte.
Il Movimento Sociale pone alcune domande precise al sindaco Venturini lo stesso che ha vinto le elezioni a Venezia poche settimane fa promettendo sicurezza e buona amministrazione.
Prima domanda: come è possibile che un incendio dichiarato concluso giovedì sera sia riesploso il giorno dopo con intensitĂ superiore? Chi ha certificato la bonifica del sito? Chi ha autorizzato il terminal Multiservice a stoccare quantitĂ così ingenti di rottami metallici eterogenei in un’area portuale adiacente a zone residenziali? La natura stessa dei materiali scarti metallici di diversa composizione, alcuni dei quali potenzialmente tossici se bruciati impone protocolli di sicurezza e controllo che evidentemente non sono stati rispettati. Di chi sono le responsabilitĂ ?
Seconda domanda: dove erano le sirene di allarme? I cittadini di Marghera e Mestre hanno appreso dell’emergenza dai social network, dal passaparola, dall’odore di bruciato che entrava dalle finestre e non da un sistema di allerta pubblico funzionante. Le sirene di Marghera sono rotte e non da ieri ma da tempo. In una delle aree industriali piĂą dense e potenzialmente pericolose d’Italia, il sistema di allarme alla popolazione non funziona. Questo è inaccettabile.
Il sindaco Venturini ha aggiornato la popolazione via social alle 23.45 consigliando di tenere le finestre chiuse. Ma è questo il modo di fare sicurezza? Un tweet a mezzanotte per un’emergenza ambientale che durava da trentasei ore? In una cittĂ con migliaia di anziani, bambini, persone con patologie respiratorie che non seguono i social network del sindaco e che avrebbero avuto diritto a un sistema di allerta pubblico degno di questo nome, in considerazione anche delle temperature di questi giorni.
ARPAV assicura che i campionamenti nelle aree residenziali non hanno evidenziato concentrazioni di inquinanti superiori ai livelli di guardia. Ne prendiamo atto ma chiediamo che i dati siano resi pubblici nella loro interezza, che i campionamenti vengano ripetuti nelle prossime ore e che i risultati vengano comunicati direttamente ai cittadini non solo attraverso comunicati tecnici sul sito dell’agenzia.
Porto Marghera è una delle aree industriali piĂą importanti e piĂą delicate d’Italia. Decenni di attivitĂ industriale hanno lasciato un’ereditĂ ambientale che richiede controlli seri, protocolli di sicurezza rigorosi e un sistema di allerta alla popolazione efficiente. Quello che abbiamo visto in queste trentasei ore è stato ttto l’opposto: un incendio non bonificato che riesplode, sirene che non suonano, cittadini informati via social dal sindaco a mezzanotte.
Il Movimento Sociale chiede al sindaco Venturini di convocare immediatamente un’assemblea pubblica con i cittadini di Marghera e Mestre, di rendere pubblici tutti i dati ambientali, di avviare un’indagine indipendente sulle cause dell’incendio e sui protocolli di sicurezza del terminal Multiservice, e di presentare un piano concreto per il ripristino immediato del sistema di sirene di allarme.
I cittadini Veneziani non si meritano un sindaco che twitta a mezzanotte. Si meritano un’amministrazione che li protegga prima e non che li tranquillizzi, con un twit, dopo.
gd
